Titolo V.  Lorenzin: “Va cambiato, c'è Italia a 3 velocità”

 

13 APR - Il ministro della Salute da Trieste, dove era in visita per la nascita di Alternativa Democratica, si è espressa sulla necessità di riformare il Titolo V della Costituzione che assegna troppa autonomia alle regioni nella gestione della Sanità al punto che l'Italia oggi è diventata a tre velocità: Nord, Centro e Sud.

 


“Troppa autonomia alle Regioni per quanto riguarda la Sanità? Lo penso talmente tanto che ho fatto la campagna sul referendum per il cambio del Titolo V perché io dico che si vive benissimo con il Senato della Repubblica ma non si vive bene con il Titolo V". Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Trieste, a margine di un incontro per la presentazione della nascita di Alternativa Democratica.

 

“È evidente - ha continuato Lorenzin - che questo è meno avvertito nella regioni virtuose e in quelle che funzionano, invece c'è un'Italia che oggi è diventata a tre velocità - nord, centro e sud - che ha significato per gli anni dal 2005 al 2015 un abbassamento tra i 5 e i 7 anni nelle aspettative di vita per chi nasce nelle regioni del Meridione d'Italia. Quindi questo credo che sia un dato molto complesso su cui fare riferimento”.

 

“È  ovvio- ha precisato il ministro - che non si può tornare a come era prima, ma bisogna riaccentrare misure di controllo più forti nell'ambito del potere sostitutivo dello Stato in modo tale che là dove si creino delle ingiustizie, per cattiva o mala gestione, si possa intervenire per garantire ai cittadini che pagano le tasse che se ti senti male arriva l'ambulanza. E questa è una cosa che non avviene in tutte le città italiane”.

 

“Come ministro, questo per me è inaccettabile e motivo per il quale ho cercato di armonizzare l'accesso ai servizi. Credo - ha concluso - che si possa immaginare una proposta nella prossima legislatura che affronti il nodo lasciato irrisolto del Titolo V della Costituzione che non significa abolire l'autonomia delle regioni, ma provare a ridare forza di attuazione alla attività di controllo e di indirizzo dello Stato sulle politiche sanitarie”.

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