Ddl Lorenzin. Fnomceo boccia le modifiche della Camera

 

26 GIU - Il Consiglio Nazionale della Federazione dei medici e odontoiatri ha approvato all’unanimità una mozione che respinge le modifiche apportate dalla Commissione Affari Sociali al testo del Ddl. In sintesi per la Fnomceo la “Professione è marginalizzata e sono troppe le intromissioni nella vita ordinistica”.

 

 

Riaprire il confronto con la professione medica in tutte le sedi istituzionali, ripartendo dal testo già approvato in Senato. È questo ciò che chiede Il massimo organo rappresentativo dei medici italiani, il Consiglio nazionale della Fnomceo, in riferimento al Ddl Lorenzin, attualmente all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera.

Gli emendamenti approvati dalla XII Commissione di Montecitorio non piacciono alla Fnomceo in particolare la parte che riguarda la riforma dell’istituzione ordinistica. Il Consiglio nazionale infatti disapprova, è scritto nel documento, che “sul disegno di legge che porta il nome del Ministro della Salute, il Governo ed il Parlamento non abbiano sentito il bisogno di intavolare un preliminare confronto con la Professione Medica ed Odontoiatrica sui sostanziali emendamenti presentati ed approvati ad un testo di legge che avrebbe dovuto rilanciare il ruolo delle istituzioni ordinistiche invece che ridurle a semplici gestori di albi professionali”.
 
La Fnomceo è preoccupata del “tentativo di marginalizzare e frammentare la professione medica confondendola con altri profili professionali”. Il tutto con “la previsione di intervenire sui regolamenti (anche elettorali) in enti ordinistici che, da un punto di vista economico, non gravano sullo Stato in quanto finanziati totalmente dagli iscritti, mortificando e negando di fatto il principio dell’autoregolamentazione; inoltre, privilegiando determinate sedi di voto o utilizzando meccanismi di voto elettronico (peraltro mai utilizzato per le votazioni pubbliche di qualsiasi natura), discriminano gli iscritti e, lungi dal favorire percorsi unitari di accesso al voto, rischiano di frammentare la categoria e di allontanare medici e Odontoiatri dal proprio Ordine, creando confusione e disorientamento tra i professionisti”.
 
in più la Federazione dei medici contesta anche “l’apertura alla rappresentanza ordinistica ad un numero indefinito di attività tecniche, che potrebbero essere diversamente regolamentate” e si dice anche preoccupata dalla “indebita ed esecrabile trasformazione dell’istituzione ordinistica da Ente di diritto pubblico (con finalità di pubblica tutela della qualità della professione) ad una sorta di rappresentanza di categoria. Esattamente il contrario di quello che tutti dichiarano a parole di volere”.
 
Da qui l’invito al Governo al Parlamento a riaprire il confronto quanto prima ripartendo dal testo già approvato in Senato, senza “cedere alla tentazione di sacrificare sull’altare di interessi di parte i livelli di tutela di salute dei cittadini, oggi assicurati dalla professione medica che da sempre interpreta, a volte anche con sacrificio, il proprio ruolo quale garante di un fondamentale diritto costituzionalmente protetto”

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