50° Congresso Sumai. Lorenzin “Potenziare l’assistenza territoriale per rispondere in modo adeguato alla complessità dei bisogni e per la sostenibilità del sistema”

 

25 OTT - Impegnata alla Camera dove è in corso di approvazione il Ddl che porta il suo nome, la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, non ha però mancato di inviare un messaggio all’assise del Sumai impegnata a Salerno dove è in corso il 50° congresso nazionale degli specialisti ambulatoriali.

 

“Come ben messo in evidenza dalle principali analisi nazionali ed internazionali – si legge nel messaggio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – , la composizione demografica dell’Italia mostra come il nostro sia uno dei paesi con la maggiore incidenza di popolazione over 65, rispetto al resto d’Europa, con tutte le conseguenze che tale dato comporta, in termini di maggiore impatto sul sistema sanitario sia rispetto alle cure da erogare e alle necessità assistenziali da soddisfare sia, di conseguenza, a livello di effetto economico complessivo.

 

“Da qui, la sempre più pressante esigenza di modellare l’offerta assistenziale sui bisogni sanitari di un numero sempre più elevato di pazienti con patologie di tipo cronico-degenerative.

 

“Per tale ragione, si sta operando nel senso di potenziare, nell’ambito di una più generale revisione del modello organizzativo e gestionale attuale, il versante dell’assistenza territoriale, sia per rispondere in modo adeguato alla complessità dei bisogni, che per garantire la sostenibilità del sistema, al fine di realizzare un’assistenza che sia il più possibile vicino al domicilio dell’anziano.

 

“Un passo importante in questa direzione è stato fatto con l’emanazione del nuovo dPCM sui Lea in cui, tra le principali novità del provvedimento, si possono rintracciare quelle riferite all’area territoriale e, in particolare, alle cure domiciliari e residenziali. Ritengo, in particolare, che uno dei punti di forza del dPCM sia rinvenibile nella definizione di percorsi assistenziali integrati sanitari e sociali per l’accesso unitario ai servizi, per la valutazione multidimensionale dei bisogni clinici funzionali e sociali, per la presa in carico della personae la definizione del progetto di assistenza individuale.

 

“Mi preme ricordare – ha concluso Lorenzin – , inoltre, che abbiamo affrontato le problematiche dei malati cronici anche attraverso il piano nazionale della cronicità che si pone l’obiettivo di influenzare il naturale decorso di molte patologie croniche, non solo in termini di prevenzione, ma anche di miglioramento del percorso assistenziale della persona”.