DL Fiscale. Antitrust boccia l’equo compenso ai professionisti: “È anticoncorrenziale”

 

29 NOV - Secondo il Garante della Concorrenza e del Mercato le tariffe professionali fisse e minime, introdotte al Senato con il Decreto fiscale ora in discussione alla Camera, violano i principi concorrenziali. Intanto domani, i giovani professionisti, anche i medici, si riuniranno a Roma per l’evento “L’equo compenso è un diritto”. Obiettivo: chiedere garanzie e maggiori tutele.

  

Antitrust contro le tariffe professionali fisse e minime, introdotte al Senato con il Decreto fiscale in discussione attualmente alla Camera, perché violano i principi concorrenziali. Il Garante della Concorrenza e del Mercato, in una segnalazione ai presidenti del Senato e della Camera dei Deputati e al presidente del Consiglio, denuncia che l'equo compenso “in quanto idoneo a reintrodurre un sistema di tariffe minime, peraltro esteso all'intero settore dei servizi professionali, non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale”.

 

Si pone, quindi, in una situazione di “stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione che hanno interessato anche le professioni regolamentate”. Per l'Agcom la norma sull'equo compenso è anticoncorrenziale in quanto: “Nella misura in cui collega l'equità del compenso ai parametri tariffari" previsti dalla norma contenuta nel Decreto fiscale "reintroduce di fatto i minimi tariffari, con l'effetto di ostacolare la concorrenza di prezzo tra professionisti nelle relazioni commerciali” con i clienti.  Con l'equo compenso, secondo l'Autorità con a capo Giovanni Pitruzzella, “viene sottratta alla libera contrattazione tra le parti la determinazione del compenso dei professionisti (ancorché solo con riferimento a determinate categorie di clienti)” mentre i nuovi arrivati sul mercato delle professioni “sarebbero pregiudicati dalla reintroduzione di tariffe minime” e “vedrebbero drasticamente compromesse le opportunità di farsi conoscere sul mercato e di competere con i colleghi affermati” con un pregiudizio degli interessi della collettività.

 

Intanto domani i giovani professionisti, anche i medici aderenti al Sigm (Segretariato italiano giovani medici), svolgeranno una manifestazione al teatro Brancaccio di Roma, lanciata dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e la Rete delle Professioni Tecniche, per ribadire come l’equo compenso sia un diritto. 

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