Governo. Mattarella: “Esecutivo neutrale di servizio o elezioni in estate”

07 MAG - Di fronte al perpetrare della fase di stallo il Capo dello Stato pone i partiti di fronte ad una scelta: un esecutivo di tregua in carica fino a dicembre o elezioni in estate. Facendo capire di preferire la prima ipotesi anche perché a legge elettorale invariata rischieremmo di ritrovarci nelle stesse condizioni. La giornata di consultazioni non ha prodotto sviluppi in grado di arrivare alla formazione del Governo. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel prendere la parola ha dichiarato: “Scelgano i partiti con il loro libero comportamento e nella sede propria parlamentare. Cerchino una maggioranza politica per un governo neutrale entro l'anno oppure nuove elezioni subito, in autunno o nel mese di luglio”.

 

L’intervento del Capo dello Stato

Alle ore 18,35, al termine delle consultazioni, il presidente esce dal suo studio e davanti alle telecamere spiega  che “non è riuscita una maggioranza tra Lega e Cinque Stelle, non c'è stata la disponibilità a formare un governo tra il centrodestra e il Pd”. Facendo sapere che “fin dall'inizio delle consultazioni ho escluso che potesse essere formato un governo di minoranza, che condurrebbe alle elezioni”.

Preso atto che “Il governo presieduto dall'on. Gentiloni ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato, quindi è doveroso dare vita a un nuovo governo, non si può attendere oltre. Continuo ad auspicare un governo con pieni poteri, che abbia titolo pieno per rappresentare l'Italia nell'Unione europea. Può essere utile che i partiti si prendano ancora del tempo, ma nel frattempo in mancanza di accordi che i partiti permettano con un voto di fiducia la nascita di un governo neutrale: se dovesse trovarsi la maggioranza, allora quel governo potrebbe. Se non si dovesse trovare accordo, questo governo potrebbe durare fino a dicembre. L'alternativa sarebbe indire elezioni subito, ma significherebbe votare in estate, quindi impendendo a molti elettori di partecipare. Votare a inizio ottobre potrebbe essere un'alternativa: ma comporterebbe il rischio di non poter approvare la Finanziaria e quindi non scongiurare l'aumento dell'Iva. Va tenuto anche conto che ci debbano essere i tempi minimi per la partecipazione elettorale. Spero che i partiti abbiano il senso di responsabilità per evitare che per la prima volta il voto popolare non produca alcuno effetto, che una legislatura finisca prima ancora di iniziare”.

 

Le preoccupazioni di Mattarella

“Mi compete far presente alcune preoccupazioni: che non vi sia tempo per approvare dopo il voto la legge di bilancio entro fine anno con l’aumento dell’Iva e con gli effetti recessivi che questa tassa comporterebbe e il rischio di esporre la situazione finanziaria”.

“Dai partiti fino a pochi giorni a dietro è venuta più volta la richiesta di tempo per raggiungere intese. Può essere utile che si prendano ancora tempo per far maturare una maggioranza politica per una maggioranza di governo. Ma nel frattempo consentano che nasca con la fiducia un governo neutrale, di servizio. Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza parlamentare si dimetterebbe con immediatezza per un governo politico”.

 

Voto subito, a luglio o in autunno

Prima di concludere Mattarella si è appellato alla responsabilità dei partiti per dar vita ad un governo neutrale che lavori fino al 31 dicembre, anche per varare la legge di bilancio. “Se fosse bocciato alle Camere si andrà al voto subito, a luglio o in autunno. Il capo dello Stato non si è sbilanciato sulla preferenza delle due date, elencandone i pro e i contro. Per il voto in piena estate ha ricordato che “sino ad ora si è sempre evitato di farlo perché questo renderebbe difficile l'esercizio del voto agli elettori”. Le elezioni in autunno invece non consentirebbero la preparazione e l'approvazione della manovra per il 2019, che dovrebbe contenere fra l'altro lo stop all'aumento dell'Iva, che rappresenta una clausola di salvaguardia da disinnescare. “Va considerato anche il rischio ulteriore di esporre la nostra situazione economica a manovre e offensive della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. Vi è inoltre il timore che a legge elettorale invariata in parlamento si riproduca la situazione attuale”.

 

A questo punto la “palla” passa ai partiti.

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