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Applicazione delle norme e investimenti nelle nuove generazioni. Questi gli strumenti per combattere la sfida alla cronicità 


Editoriale di Antonio Magi


il mondo occidentale sta vivendo un evidente paradosso. Da un lato la durata media della vita si è allungata, e questo è indubbiamente un bene, dall’altro però non significa che si vive meglio. Anzi. Sempre più spesso ad una popolazione che invecchia è legato l’incremento delle patologie croniche che hanno un pesantissimo impatto sul Sistema sanitario.

In termini di cifre si stima che attualmente circa il 70-80% delle risorse sanitarie nei paesi avanzati viene speso per la gestione delle malattie croniche e che nel 2020 queste rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo. A questo punto è chiaro che come categoria che vive in prima persona la gestione della cronicità dobbiamo cercare delle risposte/soluzioni a questa che rappresenta la prima vera emergenza sanitaria di un futuro ormai prossimo.

Per noi specialisti ambulatoriali del SUMAI – Assoprof la risposta deve superare la tradizionale funzione di filtro tra Ospedale e Territorio e guardare alla capacità d’integrazione tra cure primarie e cure secondarie, implementando l’integrazione verticale dell’assistenza (gestione di specifiche malattie dell’assistenza primaria e terziaria) con quella orizzontale (integrazione dell’assistenza vicino ai bisogni dell’individuo, priorità ai bisogni più ampi della comunità e della popolazione).

Ed è proprio in questa rete che gli specialisti ambulatoriali, nella loro specificità, rappresentano un punto di riferimento ben preciso, essendo capaci di offrire, già da oggi, tutte le competenze indispensabili in una dimensione articolata, con le nuove modalità organizzative che possono modularsi sulle diverse necessità locali.

Ma purtroppo alla percezione di questo scenario non sta corrispondendo un altrettanto adeguato riassetto del nostro Servizio Sanitario e il modello stenta ancora a decollare. Da un lato perché ancora non sono state firmate le nuove convenzioni dei Mmg e dei Pls (solo noi infatti abbiamo firmato nel luglio 2015, per la parte normativa, la nuova convenzione), dall’altro perché non ci sono investimenti economici finalizzati all’ammodernamento delle strutture e del personale (rinnovo contratti, precari, nuove assunzioni). E questa è la seconda grande sfida da vincere per realizzare la sanità di domani: il ricambio generazionale perché nei prossimi 10 anni senza un ricambio adeguato, il 40% della categoria andrà in pensione per non parlare del 60% dei medici di medicina generale e il 45% dei medici ospedalieri.

Questo significa che se non si affronta seriamente il problema si rischia di rendere vana la riforma delle cure primarie, con buona pace di tutto il faticoso e difficile lavoro fatto per costruire un nuovo modello di cure territoriali integrate che cerca di far uscire fuori la professionalità del territorio dai tipici compartimenti stagni cui siamo stati abituati. Applicazione delle norme e investimenti nelle nuove generazioni per combattere la sfida della multi cronicità: le ricette organizzative del Sumai- Assoprof per la “sanità di cui abbiamo bisogno” sono chiare, e già da tempo. Ora diamo gambe a fiato ai nuovi modelli o dovremo rimetteretutto nuovamente in discussione, a partire dal Ssn.

 

Antonio Magi, segretario generale Sumai-Assoprof

 

Ciao Roberto

27 SET - Il ricordo del segretario generale del Sumai, scomparso il primo settembre, affidato ai suoi colleghi di sindacato: “Sarà sempre un modello e una fonte quotidiana d’ispirazione”.

 

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Fondo sanitario e applicazione Acn i temi dell’autunno

29 LUG - Cari colleghi in questa estate torrida la più grande novità per la nostra sanità è rappresentata certamente dai nuovi Lea su cui c’è stato il via libera delle Regioni e su cui ormai si attende il semaforo verde definitivo del Mef. Una novità molto attesa, ben 15 anni, su cui però rimane forte l’incognita delle risorse: secondo il Ministero della Salute saranno sufficienti gli 800 mln vincolati nella scorsa Legge di Stabilità, ma le Regioni (che per il 2016 hanno dato l’assenso) hanno però vincolato il 2017 ad una verifica sull’applicazione del Dpcm.

 

Editoriale di

Roberto Lala

 

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“Uno nuovo percorso è davanti a noi ma non sarà facile”.

27 MAG - Cari colleghi il primo quadrimestre di questo 2016 è giunto al termine. Una prima parte di anno che si è aperta, inutile negarlo, con molte aspettative per la categoria, vedi l’intesa di Palazzo Chigi con il Governo per un rilancio della professione, che ha portato alla revoca dello sciopero proclamato dall’Intersindacale medica del Ssn. Ma che ora, (forse complici le elezioni amministrative?), stenta a prendere quello slancio da molti auspicato e a invertire la rotta che vede una professione sempre più all’angolo. Si dirà: “è troppo presto per fare un bilancio”. Ma sta di fatto che tutto sembra essersi per il momento cristallizzato. 

 

Editoriale 

di Roberto Lala

 

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Tra turbolenze e “ vertenze” inizio d’anno burrascoso per i medici

10 MAR - Cari colleghi non si può certo dire che questo 2016 sia iniziato in maniera serena. Molte infatti sono le turbolenze cui in questi primi due mesi la categoria ha dovuto far fronte. Penso al caos del 730 precompilato dove solo grazie al senso di responsabilità e al pragmatismo dei camici bianchi si è riusciti a risolvere una questione mal gestita dalle Istituzioni (e sai che novità) e scaricata sic et simpliciter, con informazioni parziali e mini proroghe, sulle nostre spalle.


Editoriale

di Roberto Lala


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Obiettivi per il 2016: benessere dei cittadini, del sistema pubblico e di chi vi lavora

12 GEN - Cari colleghi, mai come quest’anno possiamo dire che per la nostra sanità il 2015 è stato un anno indubbiamente vissuto in chiaroscuro e con alcune contraddizioni. Analizzando il settore e le politiche del Governo c’era sicuramente molta attesa ma non possiamo non ricordare come per più di metà anno siamo stati in balia della trattativa sui tagli tra Governo e Regioni con quest’ultime impegnate in una delicata fase elettorale che ha modificato anche la composizione della Conferenza.

Editoriale

di Roberto Lala

 

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Bologna 2000-Bologna 2015. Obiettivo raggiunto. Ora guardiamo avanti

Editoriale

di Roberto Lala


5 DIC - Bologna 2000-Bologna 2015. I 15 anni che hanno fatto crescere e affermare il Sumai-Assoprof  insieme al ruolo della specialistica ambulatoriale all’interno del Ssn e che però non hanno sciolto con altrettanti esiti i problemi e le criticità dell’assistenza territoriale che, di fatto, è ancora al palo. All’indomani del nostro ultimo congresso nel capoluogo emiliano  mi sembra opportuno quindi ripercorrere il cammino del nostro sindacato dal congresso del 2000 che segnò un nuovo corso per la nostra associazione a quello di quest’anno dove dopo l’ultimo rinnovo dell’Acn siamo riusciti a riaffermare il nostro ruolo all’interno del Servizio sanitario nazionale e abbiamo rilanciato la nostra sfida alle Istituzioni per riorganizzare, al di là delle parole, la nuova sanità del territorio.

Un rinnovo che per tutelare di più il lavoro dello specialista ambulatoriale di oggi e quello di domani

Editoriale 


di Roberto Lala

 

20 OTT - Cari colleghi come sapete lo scorso 30 luglio il Sumai-Assoprof ha sottoscritto il nuovo Acn normativo per la specialistica ambulatoriale. Un rinnovo, e lo dico subito, che favorisce sia chi già lavora sia le nuove generazioni di specialisti ambulatoriali con l’obiettivo di potenziare il sistema per offrire ai cittadini una sanità territoriale che sia in grado di soddisfare i loro nuovi bisogni di salute. Con il nuovo ACN (su cui a breve predisporremo un vademecum), che ricordo entrerà in vigore dopo il vaglio della Corte dei conti e un’apposita intesa Stato-Regioni, è stata fatta un’integrale revisione e rivisitazione di tutto l’articolato per avere una più chiara ed ordinata articolazione dei vari argomenti. Sono state definite le nuove forme organizzative AFT e UCCP e l’incardinamento dell’Area Specialistica all’interno delle nuovo sistema di Cure Primarie.

 

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Unità nella professione medica per contrastare lo scippo della sanità pubblica

Editoriale


di Roberto Lala


24 GIU - Cari colleghi, vorrei iniziare il mio editoriale complimentandomi con tutti gli iscritti per l’ottimo risultato ottenuto dal Sindacato nelle elezioni per l’Enpam. Nonostante nella nostra categoria fossimo l’unica lista in competizione il risultato del numero dei votanti (quasi 2mila) è stato elevatissimo. Una dimostrazione di compattezza, organizzazione ed unità di cui dobbiamo essere orgogliosi anche per le battaglie future.


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