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Firmato il rinnovo dell’Acn, l’obiettivo è la riapertura

della contrattazione per la parte economica del 2018

Editoriale di Antonio Magi


 

Care colleghe e cari colleghi,


la novità più importante di questi ultimi mesi, come ormai saprete, è la sottoscrizione dell’Accordo Collettivo Nazionale. Un Acn che non ho esitato a definire importante in quanto ci soddisfa particolarmente sotto l’aspetto economico. Durante le trattative siamo riusciti a modificarlo rispetto alla bozza iniziale. Infatti, abbiamo definito meglio le modalità di erogazione delle risorse relative agli anni 2010-2015, pari alla indennità di vacanza contrattuale già corrisposta ai dipendenti del Ssn, nonché gli arretrati derivanti dagli incrementi previsti per gli anni 2016-2017 legati alla partecipazione per la realizzazione degli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale.
Per quanto riguarda invece la parte normativa il nuovo Accordo riconosce il nostro ruolo nella realizzazione degli obiettivi prioritari di Politica Sanitaria Nazionale (Piano nazionale della cronicità, Piano nazionale prevenzione vaccinale, accesso improprio al pronto soccorso, governo delle liste d’attesa e appropriatezza). E anche questo è un elemento da valutare positivamente.
 
Ora il nostro obiettivo è la riapertura della contrattazione per la parte economica del 2018. 
Certo il momento politico attuale non fa ben sperare. Nonostante abbiamo votato da diverse settimane all’orizzonte ancora non si profila un Governo. Intanto l’esecutivo Gentiloni, tutt’ora in carica per il disbrigo gli affari correnti, ha presentato il Documento di Economia e Finanza 2018. Un Def che però, in ragione dell’attuale momento di transizione caratterizzato dall’avvio della XVIII legislatura, non prevede impegni per il futuro. Dunque un Documento che rappresenta il quadro aggiornato della situazione economica e finanziaria quale base per la valutazione delle politiche economiche e dei programmi di riforma che il prossimo Esecutivo vorrà adottare.
 
Per quanto riguarda la spesa sanitaria il Def riferisce che dopo una fase iniziale di riduzione per effetto delle misure di contenimento della dinamica della spesa, la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil presenta un profilo crescente a partire dal 2022 e si attesta attorno al 7,7 per cento nel 2060 e al 7,6 per cento nel 2070.
Quindi altri cinque anni, secondo la previsione del Governo, in cui non è prevista crescita per la nostra Sanità; altri cinque anni durante i quali noi operatori, ne sono certo, non faremo mancare il nostro impegno nell’offrire salute ai cittadini.


Buon lavoro a tutti.
 

 

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29 LUG - Cari colleghi in questa estate torrida la più grande novità per la nostra sanità è rappresentata certamente dai nuovi Lea su cui c’è stato il via libera delle Regioni e su cui ormai si attende il semaforo verde definitivo del Mef. Una novità molto attesa, ben 15 anni, su cui però rimane forte l’incognita delle risorse: secondo il Ministero della Salute saranno sufficienti gli 800 mln vincolati nella scorsa Legge di Stabilità, ma le Regioni (che per il 2016 hanno dato l’assenso) hanno però vincolato il 2017 ad una verifica sull’applicazione del Dpcm.

 

Editoriale di

Roberto Lala

 

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È on line l’ultimo numero di Medical Network. Lala: “Uno nuovo percorso è davanti a noi ma non sarà facile”

27 MAG - Pubblicato il numero 2-2016 della rivista dello specialista ambulatoriale. Leggi l’editoriale del segretario generale. VAI ALLA RIVISTA